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Tre fratelli, duecentocinquanta mucche, quarantacinque quintali di latte al giorno, ottantacinque ettari di terreno coltivati: sono i numeri di Cascina Belvedere, una delle aziende agricole che popolano le campagne del Piemonte. Sicuramente tra le più “giovani” per età dei proprietari, tutti e tre sotto i quaranta anni.

Cresciuti con il mestiere in mano, insegnato dal papà e dal nonno, da circa dodici anni gestiscono autonomamente l’azienda, che ha visto il suo primo mattone nel 1977.

Fanno parte di quelle 50.000 aziende agricole guidate da giovani, sparse in tutta Italia. Ragazzi che, terminati gli studi, scelgono di “tornare alla terra”. Sono la generazione dei “contadini 2.0” (ma non chiamateli “solo” contadini”) che credono nel valore dell’agricoltura e investono in tecnologie moderne, progetti innovativi e macchinari high tech.

I numeri degli ultimi anni parlano chiaro: gli istituti agrari hanno visto un +12% di iscrizioni annuali. nel nostro Paese un’impresa giovane su 10 opera nell’agricoltura, con un incremento rispetto del 9,3% rispetto allo scorso anno. 220.000 (circa 1 su 3) sono i manager in agricoltura. Non parlando poi del fenomeno Slow Food, delle decine di corsi di specializzazione e master nel settore che non fanno che confermare la tendenza verso la ricerca di una posizione lavorativa a contatto con la natura.

In Cascina Belvedere ognuno ha il suo compito: Daniele, il più grande dei tre fratelli, si occupa dell’amministrazione. Claudio è il tecnico, esperto in meccanica. Maurizio il perito agrario.

La principale fonte di reddito è il latte di alta qualità che ogni giorno viene conferito alla Centrale del Latte di Torino. I terreni vengono coltivati a mais, prato, grano ed erba medica. Il 70% viene utilizzato per foraggiare gli animali, il 30% viene venduto alle cooperative della zona.

Un esempio di avanguardia e di sostenibilità: non si scarta e non si butta via niente infatti. Letame e liquami vengono convogliati in un impianto di biogas poco distante dalle cascina, un investimento di una cooperativa di più soci agricoltori di cui i 3 fratelli fanno parte, che produce energia elettrica e acqua calda per la fornitura di teleriscaldamento agli edifici comunali.

Altro che mestiere obsoleto. L’agricoltura oggi conquista sempre più imprenditori, giovani e molti di loro donne. Sicuramente da un lato la necessità di inventarsi un mestiere. Dall’altro, l’apertura mentale nel vedere la terra come una risorsa di vita e la voglia di trovare ritmi di vita più salutari, lontani dal traffico e dallo stress della città. Certo, la vita in campagna è tosta e senza pausa, ma il paesaggio che ti circonda ti ripaga della fatica.

Fondazione Magellano è anche questo: credere e sostenere le piccole realtà rendendole parte integrante di una gestione del territorio che guarda alle imprese, alle eccellenze e alle giovani leve.

L'AUTORE DI QUESTO ARTICOLO

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ANGELO BURZI

Ingegnere elettrotecnico Politecnico Torino
Imprenditore
Consigliere Regione Piemonte 1995 – 2014
Presidente comitato direttivo “Fondazione Magellano”

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