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Il mondo sta subendo un cambiamento che, frase fatta ma nel caso di specie pertinente, ha i contorni dell’epocalità. Sta cambiando in profondità, assumendo nuova e diversa fisionomia e per molti aspetti il cambiamento è già avvenuto. E questo mondo che cambia, ovviamente, è il nostro mondo; dunque nel cambiamento ci siamo dentro.

Ma con quale grado di consapevolezza, con quale capacità di orientamento, con quali mezzi per incidere? Ecco: un’osservazione libera da pregiudizi e letture ideologiche potrebbe fotografare tanti soggetti alla deriva, privi di ancoraggi ed approdi, soprattutto sprovvisti di bussola; un mondo che cambia, quindi, e che nel cambiamento sta inducendo una evidente crisi nei suoi abitanti; crisi la quale, a partire dal senso di identità e di appartenenza, si declina più o meno lungo l’intera scala delle relazioni culturali, sociali, economiche.

In questa difficoltà epocale non fa certo eccezione il nostro paese che, semmai, evidenza uno specifico tutto suo. La collettività italiana è palesemente, nella contabilità provvisoria di vincitori e vinti nelle sfide planetarie già indotte dai cambiamenti maturati negli ultimi anni e decenni, fra quelle più vulnerabili e vulnerate. Un paradosso, fra i tanti possibili, su tutti: il paese che vanta il più ragguardevole patrimonio storico, architettonico, culturale, paesaggistico su scala planetaria arranca nella valorizzazione di tanto ben di dio ed anzi nella sostanza lo ignora e, nella pratica quotidiana della sua vita associata ed istituzionale, sostanzialmente lo depaupera progressivamente.

La fotografia dell’Italia, dentro la più complessiva foto di gruppo nel mondo globalizzato, è quella di un paese che sta vivendo di rendita ed anzi, ormai, quella rendita se la è in gran parte mangiata. Dunque Magellano nasce da qui e da questa analisi. E’ la volontà di attrezzare un nuovo viaggio alla scoperta del nuovo mondo creato dal cambiamento epocale in corso. E’ la rivendicazione della conoscenza di ciò che si prepara come superamento dell’ignoranza di ciò che già è in atto. E’ il non rassegnarsi alla crisi credendo che ci sia sempre un’occasione e che perciò non sia mai troppo tardi per ricominciare. Magellano quindi è un viaggio nell’accezione più umanistica del termine; un viaggio senza limiti predeterminati di tempo ma con l’urgenza di svolgersi senza fermarsi; un viaggio che ci spinge avanti sapendo cosa abbiamo dietro e nella consapevolezza degli strumenti esistenti per intraprenderlo nell’umiltà di chi per altro non ignora che di ulteriori e nuovi ne serviranno per inoltrarsi nel percorso.

Magellano quindi viaggia con la cultura, con il territorio di riferimento, con la necessità di dotarsi di una classe dirigente che renda governabile e produttiva la navigazione, con la politica che consenta di mettere a sistema le sue scoperte e conseguentemente le sue proposte. Magellano è una proposta in atto…

L'AUTORE DI QUESTO ARTICOLO

giuseppe-cortese
GIUSEPPE CORTESE

Giornalista che nella sua vasta esperienza professionale si è occupato, spesso con incarichi di responsabilità, praticamente di tutti i settori dell’informazione.
È stato fra l’altro direttore di quotidiani, periodici, riviste, televisioni.
Nel suo curriculum anche l’incarico di membro del Cda di Alenia-Finmeccanica per circa quattro anni.

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