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E cosa dovrebbero fare i risparmiatori ?

   

La Banca Centrale Europea – BCE – guidata da Mario Draghi, per evitare la deflazione e stimolare la crescita, dal 2014 ha iniziato politiche espansive che sono culminate nel 2015 nel cosiddetto “quantitative easing” – QE – che consiste nell’acquisto da parte della BCE di titoli di stato.

    Da marzo del 2015 sino ad oggi la BCE ha acquistato titoli di stato dei paesi Europei al ritmo di 60/80 miliardi di euro al mese, ammontare poi ridotto a 30 miliardi da gennaio 2018 e che verrà ulteriormente ridotto a 15 miliardi da ottobre a dicembre 2018, mese in cui il quantitative easing verrà interrotto. Concretamente la BCE ha acquistato i titoli di stato sul mercato da altri investitori e li ha pagati “stampando nuovi euro” (… per stampare moneta una volta si avviavano le rotative… oggi basta fare un bonifico …)

    Il QE ha sicuramente aiutato la crescita europea ma gli effetti più clamorosi sono stati finanziari:

  1. In tre anni sono stati stampati circa 2.500 miliardi di euro!
    Di seguito il grafico del bilancio della Banca Centrale Europea

     
  2. La Banca Centrale Europea detiene ormai quasi il 30% dei titoli di stato in circolazione dei paesi europei!

La BCE detiene quindi il 30% dei titoli di stato italiani, tedeschi, francesi…non so onestamente quanto questo dato sia chiaro ai politici ed ai cittadini!

3. Gli acquisti della Banca Centrale Europea hanno compresso i rendimenti dei titoli            di stato: i vari paesi europei hanno potuto emettere titoli di stato con rendimenti              inferiori …tanto c’era un acquirente, la BCE, che avrebbe comprato (tecnicamente            non all’emissione ma sul mercato) di fatto a qualsiasi tasso…

Negli ultimi mesi il rendimento dei titoli di stato italiani è iniziato a salire in seguito alle tensioni relative alla formazione del nuovo governo ed al fatto che a dicembre la BCE smetterà di comprare titoli di stato. Nonostante ciò, oggi i titoli di stato italiani a dieci anni rendono il 2,58% lordo contro il 4% medio degli ultimi 18 anni…

È inevitabile che, mancando gli acquisti della BCE, il rendimento dei titoli di stato continuerà a salire.

     Pertanto i risparmiatori oggi dovrebbero evitare di investire in titoli di stato a lungo termine per due motivi:

a) Fra un anno, probabilmente, potranno investire in BTP a rendimenti più elevati.

Esempio:

Investendo oggi in un BTP a 10 anni, in 10 anni si incasseranno cedole lorde per 25,80% (2,58% annuo x 10 anni).

Se fra qualche anno i BTP a 10 anni rendessero il 4%, vorrebbe dire incassare in 10 anni cedole per il 40% (4% annuo x 10 anni).

Il 14% circa in più…

b) Se il rendimento dei BTP a 10 anni salisse al 4% il prezzo di tutti i BTP che oggi rendono il 2,58% scenderebbe: in automatico gli operatori venderebbero il titolo che rende il 2,58% e comprerebbero il titolo che rende il 4%…

     C’è poi un altro tema…nel caso in cui i rendimenti dei titoli di stato dovessero salire molto, i mercati potrebbero nuovamente preoccuparsi della sostenibilità dell’enorme debito pubblico italiano… 

Esempio:

Il 1 agosto 2016 lo stato italiano ha emesso un BTP con scadenza 1 dicembre 26 (10 anni e 4 mesi) e cedola lorda 1,25%.

Oggi i BTP a 10 anni rendono il 2,50% circa ed il prezzo del BTP 1,25% 2026 è sceso dell’8%.

Chi ha quindi comprato il BTP  1,25% 2026, dopo 2 anni registra una perdita del 6% circa: ha infatti incassato complessivamente cedole nette per circa il 2% ed ha perso in conto prezzo l’8%.

Ed in più continuerà ad incassare cedole più basse di chi investe oggi in BTP…

L'AUTORE DI QUESTO ARTICOLO

Head_Odysseus_MAR_Sperlonga

Ulisse

“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”

Laurea in economia monetaria e finanziaria a Torino, corso post laurea in Bocconi in private banking e 14 anni di esperienza nel Wealth management di una primaria banca italiana.

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